lunedì 27 febbraio 2012

Perfume Genius - Put your back N 2 It (Matador, 2012)

Nella infernale ricerca di qualcosa che sia meritevole di essere ascoltato, è inevitabile oggigiorno sorbirsi questo fottuto indie-qualcosa (indiepop, indierock, indietronic, indieconcaponata, indiedoppioformaggio). E, siccome non è che 'sti  indie-qualcosa siano esattamente dei rivoluzionari quanto ad originalità, ascolto dopo ascolto tendi ad isolare i vari canoni, lo standard, lo stereotipo dal quale attinge (magari convintissimo/i della propria unicità!) l'indiozzo di turno. 
Il primo, il più classico, quello che scala le classifiche annuali e che sarà, tristemente, in testa a quelle di questo gramo decennio (sempre che non venga spazzato via da qualche nuova moda), è l'indie-triste. Disponibile in tre  modalità: o barba e chitaRa, o gaio e con scarno arrangiamento di pianoforte, o donna con voce delicatissima e arrangiamenti pseudo folk.
Esempio tipico di tutto ciò è il buon Perfume Genius, con il suo Put your back N 2 It ), secondo album di studio, del quale ha fatto scalpore il promo (16 secondi nei quali abbraccia un altro uomo, l'attore di porno gay Arpad Miklos) che YouTube ha deciso di censurare perchè "non per famiglie". Ora, sono due uomini - poco vestiti, lo concedo - che si abbracciano affettuosamente: non si baciano (ci sarebbe qualcosa di male?), non hanno atteggiamenti "sessuali" (cosa che, peraltro, non si può dire di un buon 50% dei video sul tubo) ... sostanzialmente non fanno un cazzo, si abbracciano e basta. Giustamente, ci si è incazzato pure Michael Stipe per un atteggiamento così ottusamente omofobo. Bah, amico Genio del Profumo, futtatinni: c'è Dailymotion, c'è Vimeo, c'è un sacco di altra roba dove pubblicizzare il tuo ultimo capolavoro.
Apprezzato in lungo ed in largo, è, sostanzialmente, un altro indiozzo triste.
Voce mesta, arrangiamento minimale di piano (e poco altro), testi che affrontano amore, droga, omosessualità, me nannu, me nanna... 'abbene.
Molto bbravo Perfume Genius, due minuti, tre minuti, quattro minuti... poi ti rompi i coglioni.
Vedi, Genio Depprofumo, esiste una stramaledetta ragione se pochissimi nella musica pop d'ogni tempo si sono permessi di usare uno scarnissimo arrangiamento di pianoforte e null'altro per minuti e minuti: perchè te lo devi poter permettere.
Il sig. Genio Depprofumo ha abusato del "me lo posso permettere" quando così non era, e ci ritroviamo con un intero album di musica semi-ambient (i.e.: frantumamento di balle) con qualche buona canzone, su tutte la delicata Normal Song (che, va osservato, è accompagnata dalla chitarra acustica e non dal pianoforte).

Voto: 5,3

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