giovedì 9 febbraio 2012

Van Halen - A Different Kind Of Truth (Interscope, 2012)

E' dal 1996 che il mondo attende una reunion di una delle più grandi rock band di sempre nella sua formazione (più o meno) originale. Ma il fantastico Eddie Van Halen (fantastico, finchè non ci devi lavorare) e il meraviglioso "Diamond Dave" Lee Roth (meraviglioso, finchè non ci sei assieme ad una conferenza stampa) litigano in maniera pressochè ininterrotta dal 1984, quindi non se n'è mai fatto nulla, anche perchè Eddie ha avuto, tra rehab e cancro, grossissimi problemi di salute. Ormai Eddie non beve più e si mantiene in gran forma, per la nostra grande gioia. In più o meno gran forma è anche Diamond Dave, anche se, per forza di cose, l'età in un frontman si fa sentire in maniera meno lusinghiera, tirando allo stremo le corde vocali e aggiungendo rughe al viso di chi ti ha sempre dato la faccia, più che le dita.

A completare la formazione non c'è Michael Anthony al basso, ma il piccolo Wolfgang Van Halen (ti accorgi di essere un fottuto decrepito quando incominci a chiamare un tizio di 20 anni "piccolo"), che già aveva ben figurato nei tour di reunion iniziati, se la memoria non mi faglia, nel 2007.

Procrastino nell'iniziare a parlare dell'album, perchè dei Van Halen sono un fan della prima ora, ('nsomma), ho iniziato a seguirli per ragioni stupidissime, ma un botto di tempo fa.
Il meraviglioso "New Communication Tasks", libro di inglese per le scuole medie, li citava ad ogni pagina, ed ad uno stronzetto curioso non puoi ripetere un nome così tante volte senza che perlomeno ci provi a scoprire di che diavolo si parli. E così scoprii questo caciarone clownesco che saltava a cosce larghe manco fosse un misto di Van Damme e Lorella Cuccarini, e quest'altro tizio che suonava la chitarra meglio di quanto mai potessi sospettare che si potesse fare... pensavo "cazzo, ma è legale?"

Tralasciando la sezione "nostalgia", veniamo a sto benedetto album. Partiamo da un punto fermo: è meno peggio di quanto potessi immaginare; sentendo Gary Cherone (e persino gli episodi con l'altrimenti ottimo Sammy Hagar), il terrore che possano fare qualcosa del genere era molto, molto forte. Poi senti il singolo in anteprima (la mediocre e iperprocessata Tattoo) ed il terrore si trasforma in disperazione...

In realtà, tuttavia, buona parte dei pezzi sono pezzi scritti prima del debutto e presentati alla Warner nei famosi demo che garantirono loro un contratto, e non so quali e quanti pezzi siano invece stati scritti ex novo, ma di positivo c'è che non si sente la differenza tra vecchi e nuovi. D'altra parte, però, se questi cazzo di pezzi sono stati ignorati sinora mentre tutto il resto del demo era stato ri-registrato negli album con Dave in formazione, CI SARA' UN MALEDETTO MOTIVO.
Molto più pesante di quanto mi aspettassi, i redivivi Van Halen ci danno che ci danno che ci danno, con Eddie a far volare le dita sulla tastiera e Diamond Dave che sfoggia il suo solito campionario di meravigliose cialtronerie; questo non toglie che i pezzi siano un'unica massa informe di "meh", un gradevole antipasto per andarsi a risentire il vecchio repertorio.

Non c'è niente che vorreste risentire dopo il primo ascolto, nonostante Eddie, nonostante Dave e, dei quattro pezzi che sono nettamente sopra la media ci sono As Is e Outta Space che in ogni caso possono competere con chi c'è adesso ma non con i Van Halen, e Big River e Stay Frosty che sono due mezze scopiazzature meno riuscite rispettivamente di Runnin' With The Devil e Ice Cream Man...
Il suono riesce a ben mascherare l'età di Dave, ma sterilizza un infuocato Eddie Van Halen e sotterra il piccolo Wolfgang il cui basso si sente davvero poco; il buon Alex Van Halen pesta i tamburi senza soluzione di continuità, senza offrire particolari problematiche di discussione.

In sostanza, un album che i vecchi fan aspettavano con ansia (un po' come è oggetto d'attesa il nuovo Sabbath, che tarda a giungere dal lontano 1998, e pare tarderà ancora), e che il popolo del rock tutto, fan e meno fan, attendeva con curiosità. Probabilmente ci sarà chi lo apprezzerà e lo paragonerà ai migliori episodi dell'Olandese Volante e di David Diamante, ma non lasciatevi ingannare, il meglio sta altrove. Sufficiente.

Voto: 6.0

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