venerdì 15 giugno 2012

Grimes - Visions (4AD, 2012)

Un disco fighetto.

Potrei concludere qui, ma immagino che andrò avanti.

La terza prova di Grimes, al secolo la giovincella canadese Claire Boucher, è l'ennesima, insopportabile accozzaglia di merdine programmate al computer in venti minuti (e l'album ne dura 50, di minuti) che si vorrebbero spacciare per capolavori dell'era moderna.

Ora, a me personalmente non frega un cazzo di come uno produce la propria musica. Che sia nella propria stanzetta da sfigato o in uno studio lussuoso, che sia in un garage o per strada, che sia registrando le scorregge di un cane o suonando in maniera tecnicamente ineccepibile dieci strumenti, m'importa assai. Il problema è che in base a come produci la tua musica generalmente varia il risultato in maniera sostanziale. Problema che per Grimes non sussiste, dato che ha riportato su in Canada un bel po' di soldini e lodi sperticate con questa accozzaglia di suoni elettronici ai quali è stata messa sopra la acuta voce della Boucher, che non capisco bene se vorrebbe essere Bjork o salcazzo chi altri.

Ho la pessima abitudine di ascoltare, oltre a ciò che ritengo interessante, ciò che viene lodato a gran voce dalla critica, giusto per vedere di che si tratti. Mi è capitato, con quest'album, di ascoltarlo in compagnia di una mia amica, musicalmente competente ed aperta ad ascoltare generi musicali diversi; premettendole le lodi critiche, ho avviato la riproduzione dell'album. Il risultato dell'esperimento è stato:

FASE 1 - STUPORE (minuto 1):
La paziente dimostra notevole sbigottimento nell'associare l'unanime acclamazione critica a una cotale espressione artistica. Esprime particolare perplessità sull'assenza di melodie. Non si mostra tuttavia infastidita al punto da chiedere l'arresto della riproduzione.

FASE 2 - AVVISAGLIE DI IRRITAZIONE (minuto 8): 
Proseguendo l'ascolto, la paziente incomincia a perdere la pazienza. L'irritante sequela di rumori prosegue da soli tre brani, ma il livello di tolleranza scende in maniera triplamente proporzionale al trascorrere del tempo. Incomincio a temere per le sorti del dispositivo di riproduzione e consiglio, con molta nonchalanche, di spostare la scheda di memoria in un dispositivo di proprietà della paziente, adducendo come scusa lo scaricarsi della batteria, sperando che non si accorga della menzogna. Movimenti nervosi di mani e piedi, non ritmicamenti correlati alla "musica".

FASE 3 - TOGLI, PER PIACERE (minuto 12):
La paziente si alza dalla sedia e, senza compiere alcuna azione che giustificasse l'essersi alzata, torna a sedersi. Aumentano i movimenti involontari e la frequenza di essi. La paziente, normalmente non incline al proferire improperi, si pronuncia in termini decisamente non lusinghieri nei confronti dell'artista canadese. Io, per favorire il dialogo, rincaro la dose, e mi offro di fermare la riproduzione. Le rughe sulla fronte della paziente si sciolgono rapidamente, ed il linguaggio torna al suo normale standard: "Sì, togli per piacere". La parola "cacata" viene pronunciata più volte nel corso della conversazione successiva. Domando alla paziente se intende ascoltare il prossimo disco criticamente acclamato presente sul supporto elettronico di mia proprietà. Non riporto la risposta in fascicolo, ma è facilmente immaginabile. I rimanenti 36 minuti del disco rimangono saggiamente inascoltati.

Voto: 4,2

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