lunedì 13 febbraio 2012

Retrospettive: AC/DC



AC/DC Gli Acca Dacca sono l'impersonificazione della cazzutaggine e del cazzeggio: gli unici loro interessi (condivisi dai britannici Motorhead) sono birra, droga, rock and roll e.... cchiù pilu ppi tutti!!! PI - LU! PI - LU! PI - LU! PI - LU!
E come fare a biasimarli? L'art-rock aveva rotto le balle a tutti e il glam rock era pieno di paillette, rossetto e mascara, quindi l'unica soluzione per gentaglia come loro (e come me... e spero come voi) era l'epitome del divertimento, tre (o due.... o anche uno...) accordi conditi da testi che fanno incazzare le femministe!!! Yeeeeeeh! Ehr...
Guidati dai fratelli Malcom e Angus Young (quest'ultimo è l'immagine del gruppo... un ragazzetto in calzoncini e tipica divisa scolastica da scuola inglese che spara raffiche di note ad una quantità indecifrabile di decibel) alle chitarre, per la prima metà della loro carriera con l'incredibile Bon Scott alla voce e, in seguito alla sua tragica morte, con l'ex-Geordie Brian Johnson (ovviamente la sezione ritmica rasenta l'inutilità, ma fa quello che deve fare senza sbagliare), hanno dimostrato al mondo che si può anche smetterla per un cazzo di minuto di prendersi così fottutamente sul serio e divertirsi un po', cazzo.


Can I Sit Next to You Girl 7''- Albert Productions 19747.0
High Voltage [Australian Release] - Albert Productions 19747.6
Tnt [Australian Release] - Albert Productions 19759.8
High Voltage - Atlantic 19769.1
Dirty Deeds Done Dirty Cheap [Australian Version] - Albert Productions 19768.5
Dirty Deeds Done Dirty Cheap - Atlantic 1981 [1976]8.2
Let There Be Rock - [Australian Version] - Albert Productions 19779.2
Let There Be Rock - Atlantic 19779.0
Powerage - Atlantic 19789.6
If You Want Blood You've Got It - Atlantic 19788.5
Highway To Hell - Atlantic 197910.0
Bonfire - Atlantic 1997 [1975 - 1980]7.2
Back In Black - Atlantic 19808.9
For Those About To Rock (We Salute You) - Atlantic 19817.7
Flick Of The Switch - Atlantic 19836.8
'74 Jailbreak - Atlantic 1984 [1974-1975]nd
Fly On The Wall - Atlantic 19855.9
Who Made Who o.s.t. - Atlantic 1986nd
Blow Up Your Video - Atlantic 19885.9
The Razors Edge - Atlantic 19907.5
Live - Atlantic 19928.5
Ballbreaker - East West 19957.0
Stiff Upper Lip - East West 20017.8
Black Ice - Columbia 20086.9



Can I Sit Next to You Girl 7''- Albert Productions 1974

* Dave Evans - lead vocals

* Angus Young - lead guitar
* Malcolm Young - rhythm guitar
* Rob Bailey - bass
* Peter Clack - drums

Prima che il nostro Dio dalle palle grosse comparisse sulla scena, gli Ac/Dc avevano reclutato il buon Dave Evans (che ora ha un sito internet e un myspace dove chiama sè stesso "King Of All Badasses"... che è un po' come se chiamassi il mio normalissimo uccello "Il più grosso stracciafiche della storia"), che non è nient'altro che un buon cantante che ricorda il Paul Rodgers che ha girato il mondo con Brian May e Roger Taylor orinando simpaticamente sulla memoria di Federico Mercurio.
Fatto sta che questo buon cantante emulo dell'orinatore di Federichi Mercurii, nonostante un discreto talento (seppur un po' carente di personalità) era decisamente un glam rocker... paillettes, lustrini e the makeup of makeup artists, Max Factor... che non è un nuovo film di Mad Mel Gibson, ma una marca di trucchi, come tutti voi saprete. Come tanti glam rocker, era una calamita per la figa, e come tanti glam rocker era un buon frontman, spettacolare e sfacciato. Una differenza con i glam rocker però c'era: il sigaro di carne non lo acquistava, ma lo regalava volentieri al manipolo di simpatiche pulzelle adoranti che lo circondavano spesso e volentieri. Malcom e Angus, invece, se avete prestato attenzione al paragrafo introduttivo (se non lo avete fatto, VERGOGNA!), erano dei caciaroni, rozzi e anche un po' bifolchi che a un Melatini preferivano sicuramente una birrozza o un Jack Daniels; e, cosa ben più importante (ma spesso occultata, chissà come mai, dalle biografie ufficiali) erano brutti come la fame di notte e la figa li schifava come se avessero la peste.
Il risultato fu che dopo aver registrato questo singolo (poi ri-registrato con Bon in una versione più hard rock e meno bluesata), il caro vecchio Dave lo prese metaforicamente nel deretano.
Sulla musica... pochino da dire: due pezzi, ben prodotti (sempre dai Vanda e Young che accompagneranno il gruppo per una buona parte della carriera), meno duri del repertorio futuro. 
Voto: 7.0

High Voltage [Australian Release] - Albert Productions 1974
* Bon Scott – lead vocals
* Angus Young – guitar
* Malcolm Young – guitar, bass guitar, backing vocals
* Rob Bailey - bass guitar
* Peter Clack - drums
* George Young - bass guitar, drums
* Tony Currenti - drums
* John Proud - drums


Ronald Belford "Bon" Scott!!!
Cantante di decennale esperienza, scozzese emigrato in Australia come i tre fratelli Young (oltre ai due chitarristi c'è George alla produzione), brutto come la fame come i due fratelli Young, basso come un nano da giardino come i due fratelli Young (è il più alto del gruppo con un brillante 1,68 m), assolutamente geniale come i due fratelli Young, Bon si sentì immediatamente a casa in mezzo a questi due pazzi.
La Line-up non era ancora completa nei dieci (10!!!) giorni nei quali registrarono quest'esordio, quindi si alternano tra basso e batteria session man e persino George Young (tanto per quello che c'è da fare come ritmica avrei potuto suonare anch'io), si inizia tostissimi dando ad una cover di Big Joe Williams (mica il primo stronzo che passa, uno dei più grandi bluesman di sempre) la sua versione DEFINITIVA... quella Baby Please Don't Go che spaccherebbe il culo anche a un Mike Tyson dei tempi d'oro, e si continua su una buona via, con il classico hard-blues-rock che li porterà nell'olimpo del rock.
Qui, con un Angus appena diciannovenne (che fingeva, grazie alla sua altezza e al faccino pulito, di avere 15 anni) ma già in forma spettacolare, non ci sono ancora i riff killer di Malcom, eccezion fatta per Little Lover, e manca anche quella consistenza alla produzione che farà degli Acca delle leggende anche a livello di suono ottenuto.
Irreperibile, immagino, in italia... a meno che non abbiate una connessione ad internet... 
Voto: 7.6

Tnt [Australian Release] - Albert Productions 1975

* Bon Scott – lead vocals, bagpipes

* Angus Young – lead guitar
* Malcolm Young – rhythm guitar, backing vocals
* Mark Evans – bass, backing vocals
* Phil Rudd – drums, percussion

Ahhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhh!
Dio mio Dio mio Dio mio Dio mio Dio mio Dio mio Dio mio Dio mio Dio mio Dio mio Dio mio Dio mio Dio mio Dio mio Dio mio Dio mio Dio mio Dio mio Dio mio Dio mio Dio mio Dio mio Dio mio Dio mio Dio mio Dio mio Dio mio Dio mio Dio mio Dio mio Dio mio Dio mio...
Ah, già, non credo in Dio.
Un disco spaventosamente eccezionale. Uno dei dischi hard-rock più perfetti della storia del genere umano. 
Qui la band australo-scozzese si libera delle vaghissime influenze glam rimaste dai tempi di Evans e sfodera tutta la sua furia hard, come una Cicciolina dei bei tempi... e lo fa aprendo l'album CON DELLE DANNATISSIME CORNAMUSE!!!! Damn impressive. Le cornamuse in questione sono nella apripista "It's a Long Way To The Top (If You Wanna Rock n' Roll)" e sono suonate da Bon... dato che George Young ha pensato che fosse una buona idea, per via del fatto che Bon in scozia suonava in una banda con delle cornamuse... peccato che Bon suonasse la batteria! Il Bonnie Lad, affascinato dall'idea, le prese, le vide e le vinse, regalandoci un momento di figheria assoluta come solo lui sapeva fare.
Questo disco è talmente maledettamente perfetto che sembra un greatest hits: TNT ("oi! oi! oi!"), High Voltage (che probabilmente ha sbagliato album), l'allucinogena Rocker (I'm a rocker / I'm a roller / I'm a right out of controller / I'm a wheeler / I'm a dealer / I'm a wicked woman stealer / I'm a cruiser / I'm a rockin' rollin' man), una School Days direttamente dal maestro Chuck Berry... i capolavori Rock n Roll Singer, The Jack e Live Wire.... la già citata It's a long way... passano gli anni, ma questo rimane un classico inarrivabile.
Buy it right now!!
Eccettuato il fatto che non lo potete comprare perchè è la versione australiana ed è fuori produzione, ma non ci preoccupiamo di dettagli così insulsi quando il magico mondo di Emule ci attende.
Voto: 9.8

High Voltage - Atlantic 1976
Versione internazionale per voi, pubblico di bifolchi. E' quella che trovate nei negozi.
Niente School Days, niente Rocker... ma rientrano (senza motivo) Little Lover e quella canzone che parla delle palle della ex moglie di Bon.

Boh.





Voto: 9.1

Dirty Deeds Done Dirt Cheap - Albert Productions 1976


Uzza! C'è Jailbreak! Uzza! C'è Rock In Peace! (È uguale a mille altre canzoni blues degli AccaDacca, e per questo è una gran figata)!

Manca Love At First Feel però! 

Il resto è uguale a...











Voto: 8.5

Dirty Deeds Done Dirt Cheap - Atlantic 1981



* Bon Scott – lead vocals
* Angus Young – lead guitar
* Malcolm Young – rhythm guitar, backing vocals
* Mark Evans – bass guitar, backing vocals
* Phil Rudd – drums


E chi ha detto che gli americani sono dei sacchi di merda?

Cervello: "Io, perchè, c'è qualche cazzo di problema???"

Gli americani sono dei sacchi di merda.

Cervello: "Ora ci semu. Spiega le motivazioni"

Si sono rifiutati di tirar fuori questo meraviglioso album al momento della sua uscita, e lo hanno fatto solo nel 1981, chiaro cash-in sulla morte di Bon e sull'universale successo di Back In Black... secondo me, comunque, è la casa discografica non gli americani...

Cervello: "Non ci siamo capiti. Gli A-ME-RI-CA-NI. Pensano sempre ai maledetti danari. E prendimi una cazzo di birra ghiacciata che fa un caldo fottuto."

[Beve una birra] Americani del cazzo. Proseguono sulla strada del rock n' roooooooooll da eiaculazione (questa versione del disco perde la grandiosa Jailbreak per far posto alla MICIDIALE Rocker, presa dall'esordio Australiano) facendo le opportune virate sul territorio conosciuto del blues, in particolare con Big Balls, una canzone nella quale Bon ci delucida con finto accento sofisticato su quanto grandi siano i suoi attributi, always bouncing, to the left and to the right... classico Bon Scott d'annata.
Molto più midtempo del solito e a tratti decisamente più rilassato (non di certo nella feroce Squealer o nella devastante title track, ma al massimo della rilassatezza invece nel capolavoro Ride On, vero manifesto d'intenti della poetica - e della vita - del Bonnie Lad), con qualche rock n' roll più easy, come Love at First Feel e Ain't No Fun.
Meno perfetto del solito, e perde discretamente senza Rock in Peace e la stupenda Jailbreak, ma rimane sempre un grandissimo disco, come del resto l'intera produzione degli accadacca con Bon.
Voto: 8.2

Let There Be Rock - [Australian Version] - Albert Productions 1977



Uzza! Crabsody In Blue! Un'altra canzone uguale a mille blues Ac/Dc! È una cazzo di figata! Sentite, non è che dovete per forza far finta di essere dei cazzo di Acdcmaniaci, ma almeno non tirate pomodori, diobbuono.

Il resto è uguale. Uguale.





Voto: 9.2

Let There Be Rock - Atlantic 1977

* Bon Scott – lead vocals
* Angus Young – lead guitar
* Malcolm Young – rhythm guitar, backing vocals
* Mark Evans – bass guitar, backing vocals
* Phil Rudd – drums


Ennesimo inarrivabile capolavoro di blues rock, e siamo al quarto di fila, santo cazzo... il trio Scott / Young / Young è sempre più inarrestabile, e sforna altri 8 capolavori... beh, cazzo, erano 8. La Atlantic rimuove, come già detto, Crabsody in Blue e ci mette, inspiegabilmente, di nuovo Problem Child, in una versione ridotta. Boh... immagino sia difficile vivere con il cranio pieno di segatura, non voglio infierire.
Rimangono 7 belve ferocissime, dalla più breve e poetica reinterpretazione della storia del rock mai realizzata (Let There Be Rock), all'ode ad una taglia forte tasmaniana che Bon ebbe modo di... ehm, conoscere (Whole Lotta Rosie), l'easy mood dell'album precedente va a farsi fottere, il Bad Boy Boogie prende il sopravvento e sommerge tutto in 40 minuti di fuoco. I overdosed on you, cari miei... I fucking overdosed on you.
Voto: 9.0

Powerage - Atlantic 1978

* Bon Scott – lead vocals
* Angus Young – lead guitar
* Malcolm Young – rhythm guitar, backing vocals
* Cliff Williams – bass guitar, backing vocals
* Phil Rudd – drum

Ultimo album di studio degli australiani con la coppia di produttori Vanda/Young che li ha accompagnati fino a questo punto (e che ritornerà ad un certo punto della loro carriera), e primo con il nuovo bassista Cliff Williams che sostituisce Mark Evans senza che nessuno se ne sia accorto particolarmente, ed anche il primo ad uscire simultaneamente in tutto il mondo con (quasi) la stessa tracklist! Uh, uh, anche il preferito di Malcom e Angus! Liricamente il buon vecchio Bon insiste molto più sull'amore che in passato, calcando la mano particolarmente sul filone "questa zoccola mi ha fatto del male" che a noi tutti sta molto a Quore... tipici esempi? "Doctor, doctor / Ain't no cure / For the pain in my heart / Gimme a bullet to bite on / Something to chew" oppure "It's your love that I want / It's your love that I need / It's your love gotta have" o anche "Two faced woman with the two faced lies / I hope your two faced living made you satisfied".
Forse il meno citato tra gli album Scottsiani, ma ingiustamente: qui si rasenta ancora una volta la perfezione.
Il riff torcibudella di Riff Raff è quanto di meglio (e di veloce) gli Ac/Dc abbiano mai prodotto, ma non sono da meno Gimme a Bullet e Down Payment Blues, incentrati sulla ineffabile coppia amore/tasche vuote.
Feroce come Let There Be Rock, quarto capolavoro consecutivo... e non abbiamo ancora finito.
Voto: 9.6


If You Want Blood You've Got It - Atlantic 1978


* Bon Scott - lead vocals
* Angus Young - lead guitar
* Malcolm Young - rhythm guitar, backing vocals
* Cliff Williams - bass, backing vocals
* Phil Rudd - drums


Mentre faccio un vano sforzo per cercare di comprendere se questo mal di testa lancinante che sta perforando il lato sinistro del mio splendido cranio sia derivato dalle assurde quantità di sostanze ingerite ier sera oppure dall'influenza, non ritenevo che ricordare come cazzo ho fatto ad ascoltare quest'album ieri potesse essere una delle attività rientrante nella lista delle mie "10 cose da fare senza morire oggi pomeriggio", ma dato che l'alternativa è una replica di Dawson's Creek o un altro fottuto disco indie,

Tratto da un concerto del '78 nella natia Glascow, patria di lavapoco e terra di antisapone, abbiamo qui dieci testimonianze dell'esistenza di Dio. Che è uno a scelta tra Malcom, Angus o Bon.

La produzione (ancora una volta, e l'ultima per un bel po') di George Young e Harry Vanda, - ex-Easybeat e responsabili del obbrobbriosa hit del 1978 Love Is In The Air di John Paul Young - stavolta non è all'altezza e fa perdere un po' alla potenza devastante della combo australiana... l'unico che ci guadagna è Cliff Evans (subentrato nel precedente disco a Mark Evans, che stava per venire alle mani con Angus) molto più audibile del solito, e devo dire che non è male il ragazzo.

La scaletta non è delle più intelligenti (dove sono TNT, Baby Please Don't Go, Live Wire e Sin City??? Vabbè, oggettivamente è un'ottima scaletta e sono io un cagacazzo), e molto lentamente sto imparando ad apprezzare anche The Jack (soprattutto se non la fanno durare trenta ore per la vita, come in certi bootleg), quindi levatevi dai coglioni perchè

Voto: 8.2

Highway To Hell - Atlantic 1979


* Bon Scott – lead vocals
* Angus Young – lead guitar
* Malcolm Young – rhythm guitar, backing vocals
* Cliff Williams – bass, backing vocals
* Phil Rudd – drums


Ladies and gentlemen... hard rock goes pop!!!

Senza perdere quello che era stato il loro amore per i riff spaccacervello, gli acca dacca, con un evidente aiuto del nuovo produttore Robert John "Mutt" Lange (che adesso produce Backstreet Boys e Shania Twain, che è anche la sua gradevole moglie) producono un mostro pop-hard-rock, trainato dalla title track, che rimane una delle più conosciute canzoni rock della storia, oltre che un tragico epitaffio per l'unico, grande, inimitabile Ronald Belford Scott.

The Bonnie Lad morì infatti poco dopo l'uscita di questo grandioso album, in un modo che mi fa venire i brividi lungo la schiena ogni volta che ci penso: soffocato nel vomito. Bon, amico stretto della bottiglia, aveva, come di consueto,  svuotato gli spiriti presenti in tutti i pub capitatigli sotto tiro, e fu lasciato a dormire in una Renault 5 di un amico, perchè nessuno era in grado (essendo tutti devastantemente sbronzi) di farlo salire in casa. L'indomani mattina venne trovato morto.

Torniamo all'album, che se no piango.

Come dicevo, la differenza tra questo e gli altri album degli AcDc non è nello stile, quanto nel suono. Questo coso-produttore ha trasformato la tagliente e cruda ferocia di Let There Be Rock in un suono molto più palatabile, meno crudo, e arricchito con qualche armonia qua e là, ed inoltre... un BASSO AUDIBILE!!! Ma dico? Che cazzo, diamo i numeri? Sentite Love Hungry Man? Minchia, un basso!!! E' questo quindi, il suo misterioso suono? Kudos to you Mr.Lange!

Esclusa Beating Around The Bush, si torna in tempo medio (la grandiosa title track è l'epitome del mid-tempo, ad esempio), e talvolta anche meno, come nella conclusiva Night Prowler, una delle migliori performance del Bonnie Lad.
Quest'album è come Roberto Baggio, come Maradona... arte.
...

Shazbot, Nanu, nanu.

Voto: 10.0

Bonfire - Epic 1997 [1975 - 1980]  

Clamorosa presa in giro per i fan più accaniti (come me, povero coglione, che me lo sono comprato per la bellezza, ai suoi tempi, di 60 €), probabilmente buon affare per il newbie del mondo ac/dcistico
Dei 5 dischi, uno è Black in Black.
Back In Black?
E chi non ce l'ha?
E non c'è nemmeno Bon dentro. Boh.
Volts?
Quattro demo, due live (non eccelsi) e due canzoni vecchie? È uno scherzo vero? Oltre a questo ci sono due ottimi live: uno, (Live At The Atlantic Studios) è del 1977, era già edito (ma introvabile) ed è una figata immane, l'altro è la colonna sonora del film Let There Be Rock, che metà dei fan degli AcDc (target naturale di un boxset... uno che non li ha mai sentiti non va di certo a spendere 60 eurini per un box di 5 cd) già possiede, ed è ottima anche questa, nonostante il fatto che metà delle canzoni siano già in versione migliore sul disco 1.
Da fan degli AcDc (come del resto mi succede già in quanto fan dei Queen e, in misura minore con i Doors), sono sinceramente stanco di queste puttanate, e, pur ammettendo che questo è un ottimo prodotto per un fan (che non abbia già BiB), c'è da rendersi conto che non è ammissibile una presa per il culo del genere. Voglio dire: c'è una pletora di live, puoi fare tre cd di canzoni che non si sovrappongono e proponi due live per metà identici, uno dei quali già molti probabilmente possiedono? È come fare un box dei Queen e metterci Live At Wembley. (O un terzo Greatest Hits, se è per quello). (O una compilation chiamata Queen Rocks, ad esempio).
E poi, ragazzi, Volts, cazzo, Volts è davero la presa per il culo suprema, con It's A Long Way To The Top e Ride On, messe lì a dire "Salve, siamo una presa per il culo, come và? Tanto voi stronzi fan del cazzo per beccarvi qualche inedito vi comprate 60 cartocci di box!"

Ci sono tutti gli inediti delle uscite australiane, i dischi di Bon pre-Accadacca, il primo singolo con un cantante diverso da Bon (Dave Evans), live a strafottere, B-side, cazzo, persino gli inediti del buon Brian Johnson... ma d'altra parte li devi pur conservare per fare un prossimo boxset, no?
Sono state cose come queste a minare le fondamenta dell'industria discografica, a fare in modo che si cercasse un modo per non essere schiavi di sta gente.

Voto: 7.2

Back In Black - Atlantic 1980

* Brian Johnson — lead vocals
* Angus Young — lead guitar
* Malcolm Young — rhythm guitar, backing vocals
* Cliff Williams — bass guitar, backing vocals
* Phil Rudd — drums, percussion

Eeeh. La tentazione è di mettere un bell'otto e mandare tutti a casa.
Anche se è (diventato) il terzo disco più venduto di tutti i tempi, anche se è nettamente l'album più famoso dei nostri eroi, anche se è un gran bell'album.
Morto un Bon se ne fa un album mi direte voi. Eh, no, no, no. Non è mica un ciccione in tonaca bianca che predica pace da una fottuta finestra ad un branco di ottusi. No, no, no.
Morto Bon, Angus e Malcom avevano seriamente pensato ad abbandonare il nome e mandare tutto a farsi fottere, ma hanno preferito fare dei provini, ed andare avanti. Il risultato è un disco eccelso, con uno dei cantanti più incredibili che l'hard rock e il metal ricordino, Mr. Brian Johnson, il cui talento era stato elogiato da Bon ai tempi dei Geordie, gruppo inglese nel quale Brian militava.
Hells Bells, You Shook Me All Night Long, Back In Black,
E allora? Dove sarebbe il problema? Prima di tutto manca Bon Scott. Eh, già. Manca proprio. Mancano le sue cazzate, mancano i suoi ghigni, manca la sua poesia.
E poi?
E poi un cazzo di nient'altro, non basta questo?
Manca Bon punto e basta.
Il disco è ottimo, ottimo davvero (anche se i testi... ) Angus e Malcom sono entrambi al loro apice creativo, Robert John "Mutt" Lange dimostra ancora una volta di essere un Signor Produttore, Brian va volare le sue corde vocali verso note che neanche immaginavo esistessero, ma per me resta un problema.
Un gruppo di nome Ac/Dc senza Ronald Belford Scott è inammissibile.
Se non avete questi problemi etico/morali/sentimentali, fate pure, che dieci sia.
Voto: 8.9

For Those About To Rock (We Salute You) - Atlantic 1981
* Brian Johnson - lead vocals
* Angus Young - lead guitar
* Malcolm Young - rhythm guitar, backing vocals
* Cliff Williams - bass guitar, backing vocals
* Phil Rudd - drums, percussion

Passata la sbronza di Back In Black (cantante nuovo, un sacco di soldi, assenza di Bon... cambiamenti, insomma), si ritorna in studio, e sono cazzi.
Cioè... sarebbero cazzi. In realtà Angus e Malcom continuano a macinare riff senza pietà, Brian Johnson vola ancora verso il paradiso delle note e Mutt Lange fa per l'ennesima volta un lavoro che dovrebbe essere preso a modello.
È sempre vero che Brian non è Bon, e non lo dico a livello di sequenze di acido desossiribonucleico, perchè sarebbe per lo meno scontato; parlo del fatto che Bon era uno troppo pazzo, un poeta, un cazzone, un Artista, insomma. Brian invece è un fenomeno, ma davvero, ma è anche un semplice professionista. Sì: uno dei migliori nel suo campo, per dirla tutta; ma ciò non toglie che sia un semplice professionista.
Non mancano le canzoni fenomenali, come la title track, ed è vero che non c'è una singola canzone brutta, ma in sostanza siamo di fronte a Back In Black volume 2, un po' più bastardo, un po' meno party-time; fatto è che è la prima volta che senti la pesantezza del fare cose simili... alla fine ti poni la fatidica domanda: "Sì, bello, esaltante... ma perchè dovrei ascoltare quest'album e non Black In Black?", cosa che non ti capita con nessuno degli album dell'era Scott.
Paradossalmente questo è stato l'unico loro album a guadagnare un primo posto nella classifica Statunitense. 
Voto: 7.7

Flick Of The Switch - Atlantic 1983

* Brian Johnson - lead vocals
* Angus Young - lead guitar, slide guitar (on "Badlands")
* Malcolm Young - rhythm guitar, backing vocals
* Cliff Williams - bass guitar, backing vocals
* Phil Rudd - drums

Dopo Beck is Batch volume 2 secondo voi, cosa poteva uscire? Ovviamente Bach is Black volume 18, cioè tre... un minuto, spengo la canna.
Ecco.
Dopo BIB II, ovviamente ecco BIB III, inesorabile e prevedibile come un film di Van Damme, ma anche duro e rozzo come un film di Van Damme. Qui tutto è becero come in un disco dei Kiss d'altri tempi, un mid-tempo massacrante che di Ac/Dc ha ben poco. Solo Landslide accelera e sembra quasi un miracolo, cosa che dimostra quanto siamo lontani dai fasti di I'm a rocker, I'm a roller, I'm right out of controller.
Come un film di Van Damme vi piacerà, e, come per un film di Van Damme, non ne sarete fieri a causa della scarsa qualità del prodotto.
Voto: 6.8

'74 Jailbreak - Atlantic 1984 [1974-1975]  

* Bon Scott – lead vocals
* Angus Young – lead guitar, rhythm guitar
* Malcolm Young – rhythm guitar, lead guitar, backing vocals
* George Young - bass guitar, production, backing vocals
* Rob Bailey - bass guitar
* Mark Evans – bass guitar on "Jailbreak"
* Tony Currenti - drums, percussion
* Peter Clack - drums, percussion
* Phil Rudd – drums, percussion on "Jailbreak"

Inutile Ep con quattro pezzi presi dal debutto australiano e Jailbreak inutilmente sottratta a DDDC.
Prima che esistesse Emule, Winmx, Megaupload, etc. se le potevano permettere ste genialate... ora ci pensano due volte.
Voto:  N.D.

Fly On The Wall - Atlantic 1985
* Brian Johnson – lead vocals
* Angus Young – lead guitar
* Malcolm Young – rhythm guitar, backing vocals
* Cliff Williams – bass, backing vocals
* Simon Wright – drums, percussion

Tralasciando il fatto che la copertina sia abominevole, questo è il momento storico nel quale la nostra fatidica domanda trova un'altrettanto fatidica risposta... "Ma questo tizio come diavolo fa a non sputare sangue dopo ogni canzone?" Nemmeno un'abbondante maschera di riverbero applicata alla voce riesce però a nascondere il deterioramento inesorabile della voce del buon Brian Johnson. In più i testi scendono in picchiata verso Cessolandia, non che se ne capisca qualcosa, dato che la produzione (per la seconda volta dei fratelli Young, abbandonato Mutt Lange) è pessima e sommerge la voce nel mix, oltre a sterilizzare il suono delle chitarre.

Phil Rudd aveva abbandonato durante il tour di Flick OF The Switch per problemi di alcool e droga e a sostituirlo dietro le pelli arriva Simon Wright, ma, prevedibilmente, non cambia un cazzo.
Anche qui ottuso midtempo in stile Kiss, per un BIB IV, emulo del buon Rocky... anche se qui speri che vinca Ivan Drago. Sink The Pink e poco più, per un album davvero mediocre.
Voto: 5.9

Who Made Who o.s.t. - Atlantic 1986

* Brian Johnson – lead vocals
* Angus Young – lead guitar
* Malcolm Young – rhythm guitar, backing vocals
* Cliff Williams – bass guitar, backing vocals
* Simon Wright – drums
* Phil Rudd – drums on "You Shook Me All Night Long", "Ride On", "Hells Bells" and "For Those About to Rock (We Salute You)"
* Bon Scott - lead vocals on "Ride On"
* Mark Evans - bass guitar, backing vocals on "Ride On"

Come puoi recensire una pugnalata alle spalle?
Perchè, sia chiaro, questa è solo una maledetta pugnalata alle spalle.
Stai lì ad ascoltare questa compilation del cazzo, realizzata per un film mediocre di Stephen King, con tre inediti, dei quali due strumentali, e BAM
BAM
arriva Bon
rimango dieci minuti in preda alla rabbia cieca, a digrignare i denti... bestemmiando, bestemmiando contro la sorte del cazzo, contro Dio, contro Satana, contro chiunque ce lo abbia strappato via in modo così maledettamente stupido.
Arriva Ride On, e tu ti chiedi "Ma che cazzo ho ascoltato fino ad adesso?"
Anche Hells Bells, anche You Shook Me All Night Long ti sembrano talmente... inutili, da farti venire voglia di cancellare tutto e mettere tanti begli 1, persino a Back In Black... quei cazzo di brividi sulla schiena quando senti "Gonna change my evil ways... one of these days... one of these days!", sai che Brian, per quanto bravo, non te li darà mai... e allora resti lì al buio ad ascoltare il resto della compilation (tutte ottime canzoni con Brian alla guida, eccetto la insulsa Shake Your Fondations), con un senso di vuoto, con un buco allo stomaco, con le lacrime che ti rigano il viso.
Certo, tutta questa situazione supponendo che anche voi siate degli psicopatici alcolizzati e un po' drogati.
Voto: N.D.

Blow Up Your Video - Atlantic 1988
* Brian Johnson – lead vocals
* Angus Young – lead guitar
* Malcolm Young – rhythm guitar, backing vocals
* Cliff Williams – bass guitar, backing vocals
* Simon Wright – drums, percussion


Dopo due album commercialmente non soddisfacenti (e vorrei pure vedere, erano soporiferi) la Atlantic richiama Vanda & Young per la produzione, e cazzata più grande non poteva fare. Se il mix negli album prodotti dai fratelli Young più giovani sembrava maldestro, vi sembrerà di lusso rispetto a questo, fra l'altro sterile e poco incisivo, tipico del peggior hair metal (in versione "deriva melodica") degli anni '80.
A parte pochi, pochissimi numeri di buona qualità (This Means War e That's The Way I Wanna Rock N'Roll) siamo di fronte ad un disco mediocre, che, ciononostante, ebbe un discreto successo, molto probabilmente perchè uscito sulla scia della compilation Who Made Who. A parte tutto poi, c'è il fatto che Brian continua a scendere verso Doloreville con la sua laringe-trachea sanguinante (condizione alla quale non sono estraneo), e che questo sembra un album di un gruppo pop piu che degli AccaDacca... leeento leeento e fottutamente noioso.
Voto: 5.9

The Razors Edge - Atlantic 1990

* Brian Johnson – lead vocals
* Angus Young – lead guitar
* Malcolm Young – rhythm guitar, backing vocals
* Cliff Williams – bass, backing vocals
* Chris Slade – drums, percussion

Aaaah, ora si discute! Dopo quasi un decennio di album insulsi, ritornano gli Ac/Dc che dico io!
Nuovo batterista (Chris Slade), nuovo produttore (Bruce Fairbarn) e testi scritti dai fratelli Young, dato che di quelli di Brian non ne poteva più nessuno. Questi sembrano finalmente gli Ac/dc, feroci, veloci, ottusamente intelligenti, diretti, emozionanti.
Soprattutto emozionanti, dato che il tratto caratteristico di tutti gli album dopo BIB è la noia, la noia fottuta che ti prende dopo due canzoni, e che qui ti dimentichi: Thunderstruck, Moneytalks, Fire Your Guns, If You Dare, The Razor's Edge... la produzione toglie un minimo d'impatto al tutto, che del resto non esisteva da un casino di tempo, ma il suono ne guadagna di gran lunga, con maschera di riverbero eliminata (e Brian un po' meglio del solito, anche se è evidente che non sarà mai più quello di Back In Black o For Those About To Rock) e strumenti ben separati nel mix.
Se un difetto vogliamo trovare è il fatto che è decisamente un disco altalenante, con qualche canzoncina mediocre nascosta in mezzo al materiale di lusso (Mistress for Christmas ne è un perfetto esempio). Meglio comunque della costante mediocrità alla quale ci avevano abituati: del resto incominciava ad essere l'era degli album di 74 nonnecessari minuti, consuetudine dovuta alla durata del supporto ottico che ha dominato gli anni '90.
Angus Bucks!
Trivia interessante: gli Angus Bucks, ovvero i finti dollari promozionali con la faccia di Angus Young (ovvero questi ) per un breve periodo di tempo ebbero corso pseudo-legale (ecco che disegno una faccina sorpresa :O) nell'ex unione sovietica... dato che il rublo a causa dell'inflazione valeva sostanzialmente quanto la carta straccia!
Dopo questa cagata (tratta da Wikipedia, che a sua volta l'ha tratta dallo special ACDC: Behind The Music), godetevi gli Angus Bucks:
 
Voto: 7.5

Live - Atlantic 1992

* Brian Johnson - lead vocals
* Angus Young - lead guitar
* Malcolm Young - rhythm guitar, backing vocals
* Cliff Williams - bass guitar, backing vocals
* Chris Slade - drums, percussion

Ovvio che della versione con un solo cd neanche se ne parla, come minimo ce ne vogliono due.
È chiaro che il protagonista dello show sia Angus sin dall'inizio quando nel buio si sente (ma talìa che sinestesia di lusso) il pubblico che inneggia il suo nome... mi sa che qui a Donington il suo show Angus non lo divide con nessuno...
Comunque, è ciò che di più vicino ci sia ad un greatest hits, con Brian che se la cava egregiamente anche nelle canzoni dell'era Bon... tanti assoli, tante cazzate... a tratti emozionante.
Voto: 8.5

Ballbreaker - East West 1995
* Brian Johnson – lead vocals
* Angus Young – lead guitar
* Malcolm Young – rhythm guitar, backing vocals
* Cliff Williams – bass guitar, backing vocals
* Phil Rudd – drums, percussion

Noto nella comunità web per la feroce recensione (e i feroci commenti di risposta) di Mark Prindle, io sinceramente non riesco a capire che cosa possa scatenare tanto furore da un lato e dall'altro.

Sì, perchè nonostante un produttore stranoto come Rick Rubin in cabina di regia (che fa un lavoro un po' deludente, succhiando le palle dell'energia di questa fenomenale band di quasi anziani), e il ritorno di Phil Rudd alla batteria, non è che ci sia molto per cui accalorarsi.

I nostri Australiani del cuore si sono ormai (dopo i buoni risultati di Razor's Edge) assestati su quello che sanno fare meglio: hard rock abbastanza ignorante con iniezioni di blues, dopo anni di ricerca di un modo diverso più intelligente di guidare una canzone (che in tutto e per tutto si è dimostrato inefficace e cervellotico), Malcom e Angus hanno capito che ciò che sanno fare meglio sono quei tre accordi di lusso conditi da assoli e licks vari.

Certo, i tempi di Let there Be Rock o Back In Black sono ovviamente lontani, e persino i non esagerati (nell'era del Compact Disc) 50 minuti di quest'album a volte risultano un po' pesanti, dato che difficilmente trovi qualcosa di eclatante nel bel mezzo dell'album (le due cose migliori sono all'inizio), ma per lo meno si sono scrollati quella patina di rottura di coglioni che li ha caratterizzati negli anni 80. Quindi cosa c'è da accalorarsi? Un disco non eclatante sotto tutti i punti di vista, ma non così squallido come dicono alcuni. 

È pur vero che il loro mestieraccio continuano a farlo nonostante tutto.

Del resto, se non rockeggiano gli Ac/Dc, chi cazzo volete che lo faccia, gli Oasis? O i Babyshambles? Disse Totò: "Ma mi faccia il piacere!"
Voto: 7.0

Stiff Upper Lip - East West 2001

* Brian Johnson - vocals
* Angus Young - lead guitar
* Malcolm Young - rhythm guitar
* Cliff Williams - bass guitar
* Phil Rudd - drums, percussion

Hey! Sono la voce di Brian Johnson, e sono andata a zoccole! Perchè mi ostino ad andare a cercare note assurde se quando mi muovo entro un registro da esseri umani sono fenomenale e molto probabilmente non faccio quel male cane che sembro fare al mio legittimo proprietario?
Comunque, cazzate a parte (che su questo sito, lo so, suona come una affermazione pesante) la voce di Brian è incredibile nei primi secondi di Stiff Upper Lip, l'apertura dell'album, rauca e bastarda, sembra un Tom Waits heavy metal, e per il resto... beh, il tipo, nonostante la veneranda età fa un gran lavoro, ma non è ai livelli passati (forse un po' meno malridotta di certi tempi passati...) e non lo sarà mai più per ragioni tristemente geriatriche.
Detto ciò... Ayeeeeaaaaaaaah!!!!
Incrrrrrrrrrredibile amici!
Il miglior album degli Ac/Dc dalla scomparsa di Bon (con BIB chiaramente fuori concorso), finalmente B-L-U-E-S come ai bei tempi andati, i riff di basso di una nota (Live Wire memories...) e riff che sembrano sputati fuori dai loro settanta! Veramente soddisfacente, così come la produzione del Big Brother George Young (non ho idea del perchè sia separato dall'inseparabile Henry Vanda), che fa un salto di qualità rispetto al lavoro di Rubin ed al suo stesso umiliante lavoro in Blow Up Your Video.
I lunghi tempi di gestazione (7 anni da Ballbreaker, del prossimo, nel quale Brian tornerà a scrivere i testi, Malcom ha detto solo che dovrà essere perfetto), dimostrano che il fervore creativo è inevitabilmente finito (da tanto tempo), ma cosa più importante, dimostrano che i fratelli Young se ne sono accorti, e si sono anche accorti di avere un catalogo incredibile, che gli consente di girare per il mondo proponendo una setlist di pezzi perfetti, variando un po' come cazzo gli pare senza rischiare mai di deludere.
Voto: 7.8

Black Ice - Columbia 2008

* Brian Johnson - vocals
* Angus Young - lead guitar
* Malcolm Young - rhythm guitar
* Cliff Williams - bass guitar
* Phil Rudd - drums, percussion

Dopo otto anni (!!!) dall'ultimo album di studio, gap colmato da un'infinità di prodottini come DVD, raccolte e robe del genere, ritorna la macchina da guerra del rock n'roll, affiancata dall'ormai veterano della produzione Brendan O'Brien, responsabile di tanti album dei Pearl Jam, degli Stone Temple Pilots, RATM... persino Dylan e Springsteen l'hanno voluto in cabina di comando. Sostanzialmente senza motivo, ma tant'è.
Forse non l'ho ascoltato con abbastanza attenzione, ma non mi è sembrato 'sto gran capolavoro. C'è da dire in primo luogo che se non l'ho ascoltato con attenzione è perchè semplicemente l'attenzione non l'attira nemmeno per sbaglio. In secondo luogo, si è tornati allo stile di Ballbreaker, al devastante riff midtempo con Brian Johnson che ci urla sopra sempre la stessa melodia o una melodia similare. Infine, adoro la vagina. Mi sembrava importante sottolinearlo.
O'Brien ha cercato di convincere Johnson che non è una buona idea quel grido lancinante che lo ha accompagnato per tutta la carriera, dato che ormai di voce non glien'è rimasta un granchè... ma il caro vecchio Brian ha spesso ignorato questo consiglio (seguendolo forse solo nella quasi Springsteeniana, era '83, Anything Goes... boooorn in the Usaaaaa, I was... boooooorn... ehr..)... beh almeno Brendan ci ha provato.
Il gruppo è convinto del prodotto, immagino, dato che per fare soldi non avevano bisogno di questo gingillino, ma gli bastava l'ennesima compilation (che è arrivata dopo quest'album, comunque)... e devo dire che è un disco ascoltabile, piacevole e quant'altro. Semplicemente, non impazzisco per lo stile che hanno preso dopo la dipartita di Scott. Non che io mi aspetti chissà che evoluzioni stilistiche: gli AccaDacca sono uno di quei gruppi, come i Motorhead e i Ramones, da i quali ti aspetti more of the same più o meno sempre... ma con Bon quel more of the same era sempre superlativo... mentre questi album si susseguono in un misto di noia e sbadigli... e non è ciò che un album rock dovrebbe farti fare, nonnorononono. Per carità, "noia" rispetto agli Ac/Dc che furono, non certo rispetto al mercato musicale attuale, rispetto al quale risultano comunque una spanna sopra. Onore al merito di Angus e Malcom che qualche evoluzione, seppur impercettibile, hanno provato a portarla (vedasi fare una sottospecie di cover di In My Time Of Dying e chiamarla in un altro modo, Stormy May Day, con risultati stranamente apprezzabili), ma il risultato non va comunque, a mio giudizio, molto sopra la sufficienza.
Mettiamola così: se avete amato gli album da FTATR in poi (senza fare paragoni con i precedenti), troverete di vostro gradimento quest'album. Se invece, come me, quegli album li avete trovati noiosucci eccezion fatta per qualche pezzo... passate oltre, non è roba per noi... 55 minuti di questa cosa addormenterebbero anche quelli tra voi che pippano anche l'anima di Pablo Escobar.
Voto: 6.9

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