domenica 9 ottobre 2011

Hugh Laurie - Let Them Talk (Warner Bros., 2011)

Che Hugh Laurie non sia solo Gregory House, che non sia il one trick pony che era ad esempio Henry Winkler, penso fosse chiaro anche al più superficiale degli esseri umani ormai. Con un talento che spazia dal recitato comico al recitato drammatico, dalla scrittura al pianoforte, dall'armonica a bocca alla slide guitar, Laurie si è dimostrato uno dei più eclettici intrattenitori degli ultimi 20 anni, seppur è vero che la massa di rincojoniti che rappresenta l'utenza media lo conosce esclusivamente come il geniale cagacazzo che ingurgita Vicodin come fossero Zigulì.

La musica ha sempre fatto parte della carriera attoriale di Hugh Laurie, che, in un modo o nell'altro, l'ha inserita sia in A Bit Of Fry & Laurie, strepitoso show che gli diede il successo in terra d'Albione, sia in Jeeves & Wooster, sia in House M.D., sia nella maggior parte delle altre parti interpretate nel corso della carriera. Ma ritengo di poter dire che nessuno, a parte i fan più incalliti (gruppo al quale devo mestamente confessare di appartenere), potesse immaginare un talento pianistico da navigato musicista blues.
Ed infatti, quest'album è tutto fuorchè il capriccio di una star viziata. E' un competente, piacevole, appassionato tributo al blues di New Orleans (Louisiana Blues, mi dice discogs, suonato da Signori musicisti - Laurie compreso - accompagnati dalla voce nasale dell'attore dagli occhi azzurri e da occasionali ospiti. E gli occasionali ospiti sono niente meno che Irma Thomas, Sir Tom Jones e, soprattutto, il divino Mac Rebennack, meglio noto come Dr. John.

Tra una devastante St. James Infirmary, una delle migliori versioni che abbia mai sentito, e una They're Red Hot l'album scorre che è un vero piacere e, nonostante sia stato snobbato dai signori di Pitchfork e gentucola misera del genere, troppo impegnati ad incensare la nuova porcheria di chissà che merdaiolo, non posso fare a meno di notare compiaciuto come un decennio di merda stia portando ad uscire fuori un numero di album di blues non irrilevante. Del resto, degli altri non ci frega ncazzo. Let them talk, disse un saggio.
Voto:8,4

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